R contributi scientifici – Sublimis

contributi scientifici

Ho creduto fosse fondamentale confrontarmi con chi l'Acqua la conosce da vari punti di vista. Quello scientifico in primis, cercare un controaltare alla mia ricerca poetica e cercare di comprendere gli elementi narrativi, per utilizzarli nel dovuto rispetto di forma e sostanza.
Giuseppe La Spada

Pomice

``La Pomice è una roccia vulcanica, una tipologia di lava pietrificata coperta di buchi, che si formò rapidamente quando i gas si espandettero durante delle eruzioni.
Sono i fori a rendere la pomice così leggera da poter galleggiare nell'acqua.
A volte, le eruzioni vulcaniche producono enormi zattere di pomice che vagano per
i mari, fino a che i fori si riempiono dalle incrostazioni di alghe e batteri (e limo chimico), facendo affondare le pomici.
Per cui, dopo pochi anni dopo l'eruzione, la pomice viaggia attraverso diversi ambienti, dal caldo del vulcano alla superficie dell'oceano, fino agli abissi.
Questa è la ragione per cui abbiamo piu' volte suggerito che la pomice abbia giocato un ruolo importante nelle origini della vita, fornendo un'ampia superficie combinata - l'ampio numero di piccoli compartimenti (i fori) che, riempita di minerali catalitici, ha attraversato i diversi contesti psico-chimici differenti che hanno contribuito
alla creazione.``
Sean McMahon
Astrobiologist, Department of Geology and Geophysics, Yale University.

Plastica

``Ogni respiro che fai e ogni sorso d’acqua che bevi proviene dal mare. Gli oceani generano più dei 2/3 dell’ossigeno che respiriamo, regolano il clima, assorbono la maggior parte dell’anidride carbonica da noi prodotta e sono, per la metà della popolazione mondiale, un’importantissima fonte di cibo, energia e reddito. L’abbiamo sempre considerato tanto vasto da ritenerlo infinito. Infinito anche nella sua capacità di soddisfare i nostri bisogni, immune all'influenza dell’azione umana. Ora qualcosa sta cambiando con una velocità mai immaginata a partire dalla composizione chimica dell’oceano, che sta diventando sempre più acido, fino ad intaccare l’esistenza di ogni singola forma di vita che vi dipende, noi compresi. L’oceano sta diventato un intruglio sempre più ricco di metalli pesanti, plastica e pesticidi e sempre più povero delle creature che lo popolano Ogni anno in media finiscono 8 milioni di tonnellate di plastica in mare. 8 Milioni di tonnellate equivalgono a 15 sacchetti pieni di plastica per ogni metro di costa in tutto il mondo. Ma le cifre allarmanti non finiscono qui: Ogni anno produciamo talmente tanta plastica da fare il giro del pianeta 4 volte e ogni piccola particella di plastica mai prodotta esiste ancora. Infatti la plastica non è biodegradabile e tende a rompersi in piccoli pezzi, a volte microscopici che vengono scambiati per cibo sia da animali piccolissimi come il plancton (alla base della catena alimentare marina), sia da animali più grandi come tartarughe, balene e non ultimo l’uomo che si tova all’apice della catena alimentare. Ma una soluzione esiste e parte da noi cominciando a rivalutare la nostra interrelazione con il sistema che supporta la nostra stessa vita. Il cambiamento parte dalle nostre scelte individuali che fanno di noi cittadini e consumatori responsabili, fino ad arrivare a coinvolgere i governi e le multinazionali il cui impegno sta già evidenziando risultati mai immaginati. Una cosa è certa: le decisioni che prenderemo nei prossimi 10 anni definiranno il corso degli eventi nei successivi 10.000.``
Mariasole Bianco
Biologa marina. presidente e fondatrice di Worldrise